Il Bounce Rate (tasso di rimbalzo) è una metrica del web analytics che misura la percentuale di sessioni in cui un utente visita una sola pagina del sito e poi lascia, senza interagire ulteriormente. Una sessione viene contata come rimbalzo quando non viene registrata nessuna altra richiesta al server di tracciamento: nessun clic su un link interno, nessun evento, nessuna navigazione verso una seconda pagina.
È uno degli indicatori più utilizzati per valutare la qualità del traffico e la pertinenza dei contenuti rispetto alle aspettative degli utenti che arrivano su una pagina.
Come si calcola il Bounce Rate?
La formula è diretta: Bounce Rate = (Sessioni con una sola pagina visualizzata / Totale sessioni) × 100. Se in un giorno il tuo sito riceve 1.000 sessioni e 400 di queste terminano dopo una sola pagina, il Bounce Rate è del 40%.
Cos’è un Bounce Rate alto o basso?
Non esiste una soglia universale valida per tutti i siti. Un blog o una pagina di glossario ha naturalmente un Bounce Rate elevato, perché l’utente trova la risposta che cercava e torna ai risultati di ricerca. Un e-commerce o una landing page di lead generation, invece, dovrebbe mantenere valori più bassi, perché l’obiettivo è guidare l’utente verso un’azione specifica.
In linea generale, valori tra il 26% e il 40% sono considerati ottimi, tra il 41% e il 55% nella media, sopra il 70% meritano un’analisi più attenta del contenuto e dell’esperienza utente.
Perché il Bounce Rate è cambiato con Google Analytics 4
Con il passaggio a Google Analytics 4, la definizione di rimbalzo è stata ridefinita. GA4 introduce il concetto di sessione coinvolta: una sessione che dura almeno 10 secondi, comprende un evento di conversione oppure include almeno due visualizzazioni di pagina. Il Bounce Rate in GA4 è quindi il complemento del tasso di coinvolgimento, e tende a dare numeri molto diversi rispetto a Universal Analytics per gli stessi siti.
Come ridurre il Bounce Rate
Le cause di un Bounce Rate elevato sono spesso legate a tempi di caricamento lenti, contenuti non pertinenti rispetto alla query di ricerca, oppure una scarsa esperienza su dispositivi mobili. Intervenire sulla velocità del sito, sulla chiarezza del messaggio e sulla presenza di call to action efficaci sono i primi passi per abbassarlo. Anche la pertinenza tra annuncio e pagina di destinazione è determinante nelle campagne di digital advertising.